Diamo voce al pensiero

Non poter parlare non significa non avere nulla da dire. Per molte persone con disabilità, a causa di condizioni congenite o acquisite, l’espressione verbale è assente o molto limitata, mentre pensieri, desideri, emozioni e opinioni restano intatti e chiedono di essere ascoltati. Quando manca un canale per esprimersi, la quotidianità diventa più faticosa: dire di avere fame o dolore, scegliere cosa indossare, rifiutare un’attività, raccontare una giornata o condividere un’emozione possono diventare ostacoli enormi. Il rischio è che gli altri decidano al posto della persona, e che la sua voce resti inascoltata.

Sono i cosiddetti Bisogni Comunicativi Complessi (BCC), che riguardano chi non può contare sul linguaggio verbale per farsi comprendere. Per queste persone la comunicazione non è un optional: è un diritto, e la condizione necessaria per partecipare alla vita di relazione, esprimere le proprie scelte e sentirsi riconosciute come individui.

Per questo abbiamo scelto di dedicare una particolare attenzione a questa difficoltà, proponendo interventi riabilitativi specifici per la comunicazione. Un impegno che mette al centro la persona e le sue possibilità, e che si traduce in percorsi costruiti insieme a operatori, famiglie e professionisti.

In questo percorso si inserisce “Diamo voce al pensiero”, attivato grazie al prezioso sostegno della Fondazione CR Firenze, che ringraziamo per aver creduto nell’iniziativa e per la sensibilità dimostrata verso il tema dell’inclusione.

Il contributo ricevuto ha permesso l’acquisto di supporti alla comunicazione compensativi: strumenti e ausili, tecnologici e non, pensati per affiancare o sostituire il linguaggio verbale e permettere a ciascuna persona di esprimersi nel modo più adatto alle proprie capacità. Dalle tabelle con simboli e immagini ai dispositivi con sintesi vocale, questi strumenti trasformano ciò che prima restava inespresso in messaggi comprensibili, restituendo alle persone la possibilità di scegliere, raccontarsi e partecipare attivamente alla propria vita.

Gli ausili vengono introdotti all’interno di percorsi riabilitativi personalizzati, seguiti dalle équipe di professionisti e condivisi con chi vive e lavora accanto alle persone ogni giorno, perché la comunicazione si costruisce nella relazione quotidiana, non soltanto durante le sedute. Un risultato che appartiene a tutti

Il nostro sentito ringraziamento va alla Fondazione CR Firenze, a tutti gli operatori che si impegnano ogni giorno in questo percorso e, soprattutto, alle persone che ci ricordano che ogni pensiero merita di essere ascoltato.

Perché dare voce al pensiero significa dare valore alla persona.